L'origine dell'idea ha radici lontane. Fu nel settembre 1996 che una dimostrazione semplice ma efficace fatta su di un violino, svelò all'assemblea di tecnici ed accordatori di pianoforte riunita a Cavalese, che in uno strumento classico è il legno della tavola armonica che suona, non le corde, che sono soltanto il mezzo utilizzato per creare la vibrazione.
Quel violino, sospeso in aria con una funicella legata al ricciolo, emanava suoni e musica trasmessi da una minuscola capsula per sordità, appoggiata al ponticello e collegata ad un comune mangianastri.
Fabio Ognibeni realizzò l'idea, ben lungi ancora dal trovare il modo, che sarebbe stato possibile far suonare il legno, autonomamente, al di fuori dagli strumenti musicali.
Sostituire alle corde un mezzo idoneo per mettere in vibrazione il legno.
Ma negli anni l'idea si evolveva studiando i fenomeni fisico-acustici delle tavole armoniche, le straordinarie caratteristiche dell'Abete di Fiemme, i parametri che influenzavano il suono.
La forma era l'incognita più grande; tutto il mondo degli strumenti parte da forme, proporzioni e misure definite, imitate nei secoli. Sovvertire questa idea era quasi inconcepibile, ma era la sfida più grande ed esaltante.
Creare un prodotto totalmente nuovo, unico e difficilmente imitabile può essere l'idea condivisa di ogni imprenditore. Poterlo realizzare con materiali naturali, in un contesto artistico e musicale, regalando emozioni nuove a chi ne fruisce è l'ambizioso obiettivo che si è raggiunto.
Con le Opere Sonore Fabio Ognibeni concretizza un sogno a lungo accarezzato.